Cos’è il calo di fusione
Il calo di fusione (o perdita di fusione) è la quantità di metallo che si perde tra la carica del forno e la colata. Si esprime in percentuale del peso caricato:
Calo % = (peso caricato − peso liquido disponibile) ÷ peso caricato × 100
Le cause principali sono l’ossidazione del metallo, il metallo trattenuto nelle scorie o nelle schiumature, e la perdita di alcuni elementi volatili. Il valore varia molto a seconda della lega, del forno e della qualità della carica.
Da cosa dipende
- Lega: le leghe leggere e quelle con elementi facilmente ossidabili tendono ad avere perdite maggiori.
- Tipo di forno: induzione, crogiolo, riverbero, cubilotto hanno comportamenti diversi.
- Carica: materiale sottile, torniture, rottame sporco o ossidato aumentano le perdite rispetto a lingotti e ritorni puliti.
- Temperature e tempi: un bagno mantenuto a lungo o surriscaldato perde di più.
- Gestione delle scorie e trattamenti del bagno.
Perché il calo pesa sui costi
Il metallo è la prima voce di costo del getto. Il calo di fusione aumenta il metallo da acquistare per ogni kg colato: se non è considerato correttamente, il costo del getto risulta sottostimato in ogni preventivo. Allo stesso modo, un fabbisogno di componenti calcolato senza calo porta a rimanere a corto di materiale.
La composizione delle leghe
Ogni lega è ottenuta da una combinazione di componenti: lingotti o ghisa in pani, ritorni interni, rottami, ferroleghe, affinanti, inoculanti. La ricetta determina:
- la composizione chimica finale, che deve rispettare i limiti della norma o del capitolato;
- il costo della lega, che dipende dal prezzo e dalla percentuale di ciascun componente;
- i consumi di magazzino dei componenti.
Il controllo della chimica
La composizione viene verificata con lo spettrometro su campioni prelevati dal bagno. I risultati vanno confrontati con i limiti minimi e massimi di ogni elemento previsti per la qualità di lega e, se fuori tolleranza, il bagno viene corretto prima della colata. Le analisi finali entrano nei certificati consegnati ai clienti.
Come si gestisce di solito
La ricetta delle leghe è spesso in un foglio del reparto fusione, il calo di fusione è un valore “storico” mai aggiornato e le analisi dello spettrometro vengono stampate o esportate e poi ricopiate nei certificati. I consumi dei componenti si ricostruiscono dall’inventario.
I limiti di Excel e dei gestionali generici
- Calo di fusione fisso e dimenticato: nessuno verifica se il valore usato nei costi è ancora realistico.
- Leghe come semplici articoli: senza composizione, limiti chimici e prezzi dei componenti.
- Analisi scollegate: i risultati dello spettrometro non sono legati a colata, getti e certificati.
- Magazzino componenti inaffidabile: senza scarico dalla produzione, le giacenze si correggono solo all’inventario.
Come lo risolve FOND/WISE
In FOND/WISE ogni lega è un’anagrafica completa che collega composizione, chimica, costi e magazzino.
- Componenti della lega: lingotti, ritorni, ferroleghe, affinanti e altri componenti con le relative percentuali.
- Scarico automatico a magazzino: i componenti vengono scaricati dalla dichiarazione di produzione, senza movimenti manuali.
- Calo di fusione per lega: considerato nei fabbisogni MRP e nel costo del metallo.
- Elementi chimici per qualità: limiti minimi e massimi per elemento, con riferimento alla norma EN o ISO.
- Import automatico delle analisi dallo spettrometro, collegate alla colata e ai certificati.
- Trend dei prezzi: prezzo standard, ultimo prezzo e storico dei prezzi dei componenti.
Funzionalità principali
Distinta componenti
Composizione percentuale di ogni lega con prezzi dei componenti.
Calo di fusione
Percentuale di perdita per lega, usata in fabbisogni e costi.
Limiti chimici
Minimo e massimo per elemento, per qualità e norma.
Spettrometro
Analisi importate automaticamente.
Scarico automatico
Consumi di componenti registrati dalla produzione.
Storico prezzi
Andamento dei prezzi dei componenti nel tempo.
Esempio pratico
Una fonderia di alluminio produce in settimana 20.000 kg di metallo liquido in EN AC-46000. Il costo medio della carica (lingotti, ritorni e alliganti) è di 2,40 €/kg. Valori illustrativi.
| Calo di fusione | kg da caricare | kg persi | Costo del calo a settimana | Costo del calo in un anno (46 settimane) |
|---|---|---|---|---|
| 3% | 20.619 | 619 | ≈ 1.490 € | ≈ 68.300 € |
| 5% | 21.053 | 1.053 | ≈ 2.530 € | ≈ 116.200 € |
Due punti percentuali di calo valgono circa 48.000 € l’anno su questa sola lega. Se il costo standard del metallo è stato calcolato con un calo del 3% ma il calo reale è del 5%, ogni preventivo sottostima il costo del getto senza che nessuno se ne accorga.
Domande frequenti
Cos’è il calo di fusione?
È la differenza tra il peso del metallo caricato nel forno e il peso del metallo liquido effettivamente disponibile per la colata. Comprende ossidazione, metallo intrappolato nelle scorie o schiumature e perdite per evaporazione di alcuni elementi.
Come si calcola il calo di fusione?
Calo % = (peso caricato − peso liquido spillato) ÷ peso caricato × 100. Per stimare quanto caricare: peso da caricare = peso liquido necessario ÷ (1 − calo %).
Da cosa dipende il calo di fusione?
Da lega, tipo di forno, qualità e pezzatura della carica (materiale sottile, sporco o ossidato aumenta le perdite), temperature e tempi di mantenimento, trattamenti del bagno e gestione delle scorie.
Perché importare le analisi dallo spettrometro nel gestionale?
Per evitare errori di trascrizione, collegare ogni analisi alla colata e ai getti prodotti, confrontarla automaticamente con i limiti della lega e riportarla nei certificati senza ricopiarla.