Costi, preventivi e marginalità

Marginalità in fonderia: su quali getti e clienti si guadagna davvero

Molte fonderie vendono al kg o al pezzo e scoprono il margine reale solo a fine anno. Ma due getti con lo stesso prezzo possono avere margini molto diversi. Ecco come misurare la redditività per getto e per cliente, e dove si nascondono le perdite.

Redazione tecnica RC Informatica · pubblicato il 26 settembre 2026

Perché in fonderia il margine è difficile da vedere

La fonderia ha caratteristiche che rendono la marginalità più opaca che in altri settori manifatturieri:

  • il prezzo è al kg o al pezzo, spesso stabilito per analogia con articoli simili, mentre i costi dipendono dalla complessità del getto;
  • il metallo ha prezzi volatili, e con esso ferroleghe ed energia;
  • resa e scarto variano da articolo ad articolo e nel tempo;
  • una quota elevata dei costi è fissa (forni, linee di formatura, impianti di sabbia, personale);
  • molti articoli sono prodotti in lotti piccoli, con frequenti cambi modello;
  • modelli e attrezzature possono essere a carico della fonderia o del cliente.

Il risultato è che il conto economico complessivo può essere positivo mentre una parte degli articoli, o dei clienti, lavora in perdita senza che nessuno se ne accorga.

Margine di contribuzione e margine industriale

Per ragionare in modo corretto conviene distinguere due livelli:

Margine di contribuzione = ricavo − costi variabili del getto

Margine industriale = margine di contribuzione − costi fissi di produzione attribuiti

I costi variabili tipici di un getto sono: metallo (al netto del valore dei ritorni e con le perdite di fusione), ferroleghe e inoculanti, anime (sabbia, leganti, verniciatura), energia di fusione, lavorazioni esterne, imballi e trasporti specifici, e l’incidenza dello scarto.

I costi fissi comprendono ammortamenti, manutenzioni, personale di reparto non legato ai volumi, struttura tecnica e commerciale. Attribuirli ai getti richiede un criterio (ore di formatura, ore forno, kg colati) e un certo grado di approssimazione: per le decisioni di mix e di prezzo a breve è più affidabile il margine di contribuzione.

La trappola del prezzo al kg

Il prezzo al kg è un riferimento comodo per clienti e commerciali, ma penalizza i getti semplici e favorisce quelli complessi: un getto massiccio senza anime costa relativamente poco al kg, uno sottile con molte anime, resa bassa e più sbavatura costa molto di più. Se entrambi sono venduti allo stesso prezzo al kg, o con prezzi al pezzo ricavati da un prezzo al kg “medio”, il primo finanzia il secondo. L’esempio più sotto lo mostra con i numeri.

Il margine per ora di collo di bottiglia

Quando la capacità è satura, la domanda giusta non è solo “quanto guadagno su questo getto?”, ma “quanto guadagno per ogni ora della mia risorsa più scarsa?”. In molte fonderie la risorsa scarsa è la linea di formatura, in altre i forni o l’animisteria.

Un getto con margine unitario alto ma che occupa molta linea (pochi pezzi per forma, tempi lunghi) può rendere meno, per ora di linea, di un getto con margine unitario più basso ma molto produttivo.

Le voci che erodono il margine senza farsi notare

  • Scarti interni e resi dei clienti, spesso lasciati nei costi generali invece che attribuiti all’articolo.
  • Ritocchi, riparazioni e selezioni non pianificati.
  • Lotti piccoli e cambi modello frequenti, con tempi di attrezzaggio non considerati nel prezzo.
  • Lavorazioni esterne pagate ma non ribaltate correttamente sul getto.
  • Adeguamenti del prezzo del metallo non applicati o applicati in ritardo.
  • Energia, quando le tariffe cambiano senza revisione dei listini.
  • Attrezzature a carico della fonderia non ammortizzate sugli articoli.
  • Imballi speciali e trasporti richiesti dal cliente.

Come si analizza di solito

In molte fonderie la marginalità viene calcolata dal controllo di gestione una o due volte l’anno, esportando dati dalla contabilità e dal gestionale in Excel e applicando costi standard definiti in passato. I risultati arrivano tardi, sono difficili da ricondurre ai singoli articoli e spesso si discutono più che utilizzarli.

I limiti di Excel e dei gestionali generici

  • Costi standard vecchi: rese, tempi e scarti reali cambiano, i costi standard no.
  • Dati di produzione separati da quelli amministrativi: i consuntivi di reparto non arrivano al calcolo del margine.
  • Scarto non attribuito all’articolo che lo genera.
  • Nessuna visione per risorsa critica: il margine per ora di formatura non è calcolabile.
  • Analisi tardive: i problemi emergono a bilancio chiuso, quando ormai i prezzi sono stati concordati per un altro anno.
Fond/Wise

Come lo risolve FOND/WISE

FOND/WISE calcola i costi standard e a consuntivo di ogni getto e i margini di contribuzione per cliente e per articolo, con confronti anno su anno e mese per mese. I consuntivi arrivano direttamente dal reparto attraverso il MES.

  • Costo standard e consuntivo: dalla scheda tecnica (lega, anime, cicli, tempi standard) e dalle dichiarazioni di produzione reali.
  • Margini per cliente e articolo: per vedere subito chi e cosa sostiene davvero il conto economico.
  • Confronti nel tempo: anno su anno e mese per mese, per intercettare in tempo i margini in calo.
  • Listini al pezzo e/o al kg, semplici o scomposti: prezzo suddiviso in lega, anime, trasformazione e imballaggio, per aggiornare solo la componente che cambia.
  • Trend dei prezzi della lega: storico dei prezzi dei componenti per valutare l’effetto sul costo del metallo.
  • Statistiche scarti: le cause di scarto per articolo aiutano a capire dove si perde margine.

Funzionalità principali

Costi standard e consuntivi

Confronto per articolo tra costo previsto e costo reale.

Margini per cliente

Margine di contribuzione per cliente e per singolo articolo.

Anno su anno, mese per mese

Variazioni dei margini nel tempo, in chiaro.

Listini scomposti

Lega, anime, trasformazione e imballaggio come componenti separate del prezzo.

Prezzi dei componenti

Storico dei prezzi dei componenti di lega.

Strumenti OLAP e BI

Analisi multidimensionali su costi, margini e produzione.

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Esempio pratico

Due getti di ghisa, entrambi da 12 kg. Il getto A è una flangia massiccia senza anime, venduta con listino a peso a 3,20 €/kg; il getto B è un piccolo corpo con 5 anime, resa più bassa e più sbavatura, venduto con listino a numero a 38,40 €/pezzo. Il ricavo per pezzo è identico. Solo costi variabili; valori illustrativi.

Voce (€/pezzo) Getto A Getto B
Ricavo 38,40 (12 kg × 3,20 €/kg) 38,40 (prezzo al pezzo)
Metallo, al netto dei ritorni 10,80 12,60
Anime – 6,20
Energia e consumi di fusione 3,10 3,60
Finitura e lavorazioni esterne 1,20 2,80
Incidenza scarto (2% vs 7%) 0,31 1,90
Margine di contribuzione 22,99 (60%) 11,30 (29%)

Stesso peso, stesso ricavo, margine dimezzato: un listino a numero che “vale” 3,20 €/kg come quello a peso non tiene conto delle anime e della resa. E non è tutto: se la linea di formatura è il collo di bottiglia e produce 60 forme l’ora, con 4 getti A per forma e 2 getti B per forma:

Getto A Getto B
Margine per forma 91,96 € 22,60 €
Margine per ora di formatura 5.518 € 1.356 €

Ogni ora di linea dedicata a B genera circa un quarto del margine di un’ora dedicata ad A. Questo non significa rinunciare a B: significa prezzarlo correttamente, o sapere consapevolmente che lo si produce per altre ragioni commerciali.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra margine di contribuzione e margine industriale?

Il margine di contribuzione è il ricavo meno i costi variabili del getto (metallo, anime, energia di fusione, lavorazioni esterne, scarto). Il margine industriale sottrae anche i costi fissi di produzione attribuiti al getto, come ammortamenti di impianti, manutenzione e personale di reparto. Il primo è più adatto alle decisioni di breve periodo e di mix, il secondo alla valutazione complessiva dei prezzi.

Perché il prezzo al kg o al pezzo non basta per valutare la redditività?

Perché il costo di un getto dipende da resa, numero e complessità delle anime, tempi di formatura e finitura, scarti e lavorazioni esterne, non solo dal peso. Due getti dello stesso peso e con lo stesso prezzo, al kg o al pezzo, possono avere margini molto diversi.

Come si tiene conto del prezzo del metallo nella marginalità?

Il costo del metallo va aggiornato con i prezzi reali di acquisto e confrontato con eventuali clausole di adeguamento prezzo concordate con i clienti. Se l’adeguamento viene applicato in ritardo o non viene applicato, il margine si riduce senza che ce ne si accorga.

Ogni quanto conviene analizzare la marginalità?

Idealmente in modo continuo, con un’analisi mensile per articolo e cliente e una verifica a ogni nuovo preventivo o revisione prezzi. Aspettare la chiusura di bilancio significa scoprire le perdite quando non si può più intervenire.

Cos’è il margine per ora di collo di bottiglia?

È il margine di contribuzione generato in un’ora della risorsa più scarsa della fonderia, spesso la linea di formatura o i forni. Aiuta a decidere quali articoli privilegiare quando la capacità è satura.

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