Magazzino e materiali

Ritorni di fonderia: come gestire e valorizzare colate, materozze e scarti

Colate, materozze e getti scartati tornano nel forno: in molte fonderie i ritorni sono una parte importante della carica. Gestirli bene significa conoscerne la quantità, tenerli separati per lega e dare loro il giusto valore nel costo del getto.

Redazione tecnica RC Informatica · Pubblicato il 31 ottobre 2026

Cosa sono i ritorni

I ritorni sono il metallo che, dopo la colata, non diventa getto venduto e rientra nel ciclo:

  • canali di colata, attacchi e materozze, separati dal getto con il taglio;
  • getti scartati in qualunque fase;
  • bave e sfridi di sbavatura e finitura.

La loro quantità dipende soprattutto dalla resa: con una resa del 50%, metà del metallo colato torna in fonderia.

Perché contano nei costi

I ritorni non sono gratis: sono metallo già acquistato, che va rifuso con energia, tempo forno e un certo calo di fusione. Nel costo del getto si considerano in due modi:

  1. come componente della carica, con un valore inferiore a quello dei pani o dei lingotti;
  2. come credito sottratto al costo del metallo colato per ogni getto.

Se il valore dei ritorni è troppo alto, i getti a bassa resa sembrano più convenienti di quanto siano; se è troppo basso, il costo del metallo risulta gonfiato.

Quanti ritorni nella carica

Ogni lega ha una percentuale massima di ritorni nella carica, oltre la quale il metallo rischia di peggiorare: accumulo di ossidi e inclusioni, gas, elementi che si concentrano a ogni rifusione. La ricetta della lega deve rispettarla, e il magazzino deve essere sufficiente a coprire i ritorni generati.

Quando i ritorni generati superano quelli utilizzabili, l’eccedenza si accumula o viene venduta come rottame, a un valore molto inferiore.

Separazione per lega

I ritorni devono essere identificati e stoccati per lega. Una partita di ritorni di una lega diversa caricata per errore può portare il bagno fuori composizione e richiedere correzioni costose o lo scarto della colata.

Come si gestisce di solito

I ritorni vengono raccolti in cassoni vicino al reparto fusione, identificati con cartelli, e caricati in base all’esperienza del fusore. La quantità a magazzino è stimata a occhio e verificata all’inventario.

I limiti di Excel e dei gestionali generici

  • Ritorni non gestiti a magazzino: non si sa quanti ce ne sono, per lega.
  • Nessun legame con la resa: la quantità generata da ogni getto non è calcolata.
  • Valorizzazione incoerente tra preventivi, consuntivi e magazzino.
  • Ricette di carica scollegate dai consumi reali.
Fond/Wise

Come lo risolve FOND/WISE

In FOND/WISE i ritorni sono componenti della lega, gestiti come gli altri materiali della carica.

  • Componenti della lega: lingotti o pani, ritorni, rottami, ferroleghe e affinanti con le relative percentuali.
  • Scarico automatico a magazzino dei componenti dalla dichiarazione di produzione.
  • Prezzo standard, ultimo prezzo e trend dei componenti, per valorizzare i ritorni in modo coerente.
  • Peso lordo e resa del modello nella scheda tecnica, da cui si ricava la quantità di ritorni generata da ogni getto.
  • Dichiarazione degli scarti nel MES, per sapere quanti getti scartati rientrano come ritorni.
  • Calo di fusione per lega, considerato nei fabbisogni e nei costi.

Funzionalità principali

Ritorni come componenti

Nella composizione della lega insieme a pani, rottami e ferroleghe.

Scarico automatico

Consumi registrati dalla produzione, non a inventario.

Valorizzazione

Prezzi standard, ultimi e storici dei componenti.

Ritorni per getto

Calcolati da peso lordo e resa del modello.

Scarti dal reparto

Getti scartati dichiarati nel MES.

Magazzino per lega

Giacenze separate per evitare contaminazioni.

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Esempio pratico

Una fonderia di alluminio cola in un mese 300 tonnellate di lega EN AC-46000 con una resa media del 55% e uno scarto interno del 4%. Valori illustrativi.

Voce Tonnellate
Metallo colato 300
Getti (resa 55%) 165
Colate, materozze e attacchi 135
Getti scartati (4% dei getti) 6,6
Ritorni totali disponibili ≈ 141,6

Quasi metà del metallo colato torna in fonderia. Se la carica prevede al massimo il 40% di ritorni, la fonderia può riutilizzarne circa 120 t al mese (40% del metallo da caricare): il resto si accumula o va venduto come rottame, a un valore molto più basso. Una differenza di 0,50 €/kg tra il valore come carica e il prezzo di vendita come rottame su 20 t vale 10.000 € al mese.

Per questo resa, percentuale di ritorni nella carica e magazzino per lega vanno guardati insieme.

Domande frequenti

Cosa sono i ritorni di fonderia?

Sono il metallo che, dopo la colata, non diventa getto venduto e torna in fonderia per essere rifuso: canali di colata, attacchi, materozze, getti scartati, bave e sfridi di sbavatura. Sono detti anche rottame interno o boccame.

Quanti ritorni si possono usare nella carica?

Dipende da lega, forno e requisiti del getto. Una percentuale troppo alta può peggiorare la qualità del metallo, per accumulo di ossidi, gas o elementi indesiderati. Ogni fonderia definisce una percentuale massima per lega, che va rispettata nella ricetta della carica.

Come si valorizzano i ritorni nel costo del getto?

Il metodo più usato sottrae dal costo del metallo colato il valore dei ritorni, stimato al prezzo del metallo meno il costo di rifusione, oppure a un prezzo standard concordato internamente. L’importante è usare sempre lo stesso criterio in preventivi e consuntivi.

Perché separare i ritorni per lega?

Perché ritorni di leghe diverse mescolati portano la carica fuori composizione. Ogni lega deve avere i propri ritorni identificati, stoccati e caricati separatamente.

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